Vaccaro (Uil) su crisi: ripartire dai punti di eccellenza

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“Rispetto al rischio sempre più accentuato di deindustrializzazione nel Mezzogiorno che il Censis ci segnala, mi convince l’idea di analisti economici e giornalisti sul ripartire dalle eccellenze produttive che pure esistono nel Sud e da noi, come nel caso della Cmd (Costruzioni motori diesel) di Atella”. E’ quanto sostiene il segretario regionale della Uil della Basilicata Carmine Vaccaro, per il quale “la nuova linea robotizzata entrata in funzione nello stabilimento di Atella con la commessa di 128 mila testate all’anno, per cinque anni, per i nuovi motori diesel destinati alle Maserati «Ghibli» e «Quattroporte» e alla modello jeep «Grand Cherokee», sono la testimonianza che in Basilicata non ci sono solo aziende in crisi e siti industriali da riassegnare e rimettere in produzione. Dalla Cmd viene inoltre un ulteriore incoraggiamento a credere che, nonostante la crisi mondiale di vendite auto, il comparto automotive è vivo e può lavorare nella prospettiva della ripresa”.
“Il Censis ci ricorda – aggiunge il segretario Uil – che il sistema imprenditoriale meridionale , già fragile e diradato, se messo a confronto con quello del centro-nord, è stato sottoposto negli ultimi anni a un processo di progressivo smantellamento, costellato da crisi d’impresa molto gravi come quelle dell’Ilva di Taranto e della Fiat di Termini Imerese. Di qui i dati dell’emergenza occupazionale: tra il 2007 e il 2011 i dipendenti nell’industria meridionale si sono ridotti del 15,5% (con una perdita di oltre 147.000 unità) a fronte di una flessione del 5,5% nel Centro-Nord. Oltre 7.600 imprese manifatturiere del Mezzogiorno (su un totale di 137.000 aziende) sono uscite dal mercato tra il 2009 e il 2012, con una flessione del 5,1%. Ma il piano di investimenti della Fiat a Melfi per un miliardo di euro al pari dei programmi di investimenti di Eni e Total (con l’arrivo recente di un partner giapponese) per altri due miliardi di euro sono le opportunità – conclude Vaccaro – da non sprecare, contestualmente ad un piano di sostegno e rilancio della piccola e media impresa, specie artigiana, che è l’ossatura fondamentale del mondo produttivo ed occupazionale lucano”.

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