RIDURRE LE TASSE SUL LAVORO PER SOSTENERE LA CRESCITA

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In Italia la grave situazione economica è stata affrontata attraverso drastiche, quanto ingiuste, misure sul sistema pensionistico, volte solo a fare cassa, e attraverso l’ulteriore aumento delle tasse.

Così facendo il conto è stato ancora una volta pagato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, e più in generale da tutti coloro che hanno il sostituto d’imposta.

In questo momento c’è bisogno di una svolta nella politica economica orientata a promuovere e sostenere la crescita. La politica economica è chiamata a svolgere un ruolo centrale e la politica fiscale, che di essa è parte, è determinante per portare il Paese fuori dalla crisi. Bisogna infatti, da un lato, assicurare la tenuta dei conti pubblici e, dall’altro, liberare risorse per lo sviluppo e la crescita del Paese, a partire da quelle per incrementare la domanda dei consumi e degli investimenti.

Bisogna realizzare una riforma fiscale che valorizzi il lavoro e la produzione. E’ necessario che, in occasione della presentazione della nuova legge delega, il Governo assuma questo impegno prevedendo già nel 2012 una prima riduzione di tasse sul lavoro.

Per portare avanti questa battaglia la UIL propone a CISL e CGIL una forte mobilitazione in tutto il Paese con modalità da concordare.

Ridurre subito le tasse a lavoratori e pensionati

Occorre dunque ripartire dal fisco.

Innanzitutto rendendo esigibile la prevista tassazione al 10% dei premi di risultato. La UIL chiede al Governo l’immediato varo del decreto attuativo per rendere applicabile il meccanismo di detassazione dei premi di risultato, erogati tramite la contrattazione collettiva aziendale o territoriale e la sua estensione anche ai lavoratori del settore pubblico.

Bisogna poi destinare subito i proventi della lotta all’evasione fiscale a ridurre le tasse già nel 2012 ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati. Questo intervento può essere fatto:

o aumentando significativamente le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e da pensione,o riducendo la prima aliquota IRPEF dal 23% al 20%, o introducendo un aumento del bonus per i figli, nell’ambito di un maggiore sostegno alla famiglia.

Una svolta epocale nella lotta all’evasione fiscale

I recenti dati sulle dichiarazioni dei redditi 2011 hanno confermato che le tasse nel nostro Paese le pagano prevalentemente i lavoratori e i pensionati ed evidenziano il perdurare di un elevato livello di evasione fiscale. Nessuna economia, soprattutto nella nuova fase di competizione globale, può sopportare una così alta evasione.

Per la UIL il Governo e il Parlamento devono introdurre provvedimenti che segnino una svolta epocale nella lotta all’evasione.

In questi anni, sotto la spinta delle forze sociali, si sono fatti dei passi in avanti in questa direzione.

Adesso bisogna accelerare prevedendo il miglioramento qualitativo e quantitativo dell’attività di amministrazione tributaria. In particolare la UIL chiede:

– Una riorganizzazione dell’apparato statale rafforzando ed estendendo le strutture dedicate in via esclusiva ai controlli e all’accertamento, destinandovi maggiori risorse umane.

 – L’incrocio tra le banche dati dell’Amministrazione finanziaria, Enti locali e servizi pubblici, anche nel quadro dell’integrazione operativa delle agenzie, e prevedendo benefici economici per gli Enti locali sulla base delle somme recuperate.

– La revisione del sistema sanzionatorio, a partire da quello penale, al fine di rendere effettiva l’applicazione della pena anche a seguito di una ridefinizione delle soglie penalmente rilevanti.

– L’introduzione di un meccanismo di contrasto di interessi soprattutto per le spese per i servizi alle persone e alle famiglie. Questo deve avvenire nel quadro di un sistema che sappia contrastare possibili fenomeni di illegalità.

Addizionali regionali e comunali Irpef

La reintroduzione dell’IMU sulla prima casa, lo sblocco degli aumenti delle aliquote delle Addizionali Regionali e Comunali IRPEF hanno comportato un aumento generalizzato della pressione fiscale soprattutto a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. E’ necessario intervenire prevedendo un fisco locale più equo attraverso le seguenti misure:

1) Per le addizionali Regionali e Comunali IRPEF, è indispensabile rivedere il principio e la base imponibile trasformandola da imposta a sovraimposta, cioè calcolando l’importo per Regioni e Comuni sull’IRPEF dovuta e non sull’imponibile fiscale. In questo modo si rispetterebbe, sia il principio di progressività dell’imposta, sia le detrazioni e le deduzioni per la produzione del reddito (NO TAX AREA).

In alternativa, lasciando invariato l’attuale sistema occorre introdurre le detrazioni per la produzione del reddito e aliquote progressive per scaglioni di reddito.

2) Per l’IMU sulla prima casa occorre prevedere aliquote ridotte, legate al reddito ISEE per lavoratori e pensionati; maggiori detrazioni per i pensionati senza figli a carico; l’equiparazione delle detrazioni di 50 euro per le famiglie con disabili over 26 anni; l’equiparazione a “prima casa” delle abitazioni di anziani e disabili ricoverati in strutture socio sanitarie.

 Rafforzare lo Statuto del contribuente

Al fine di rafforzare lo Statuto del contribuente è necessario:

– Elevare al rango costituzionale il principio di non retroattività e le altre disposizioni dello Statuto del contribuente che attengono  a diritti considerati fondamentali e non derogabili;

– Rafforzare il ruolo del garante del contribuente e la struttura organizzativa del Ministero dell’Economia, chiamata a vigilare sulla corretta applicazione dello Statuto del contribuente da parte degli uffici delle agenzie fiscali;

– Istituire una “carta dei servizi fiscali”, allo scopo di fornire annualmente al contribuente uno schema semplificato degli adempimenti fiscali.

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