Questione occupazionale giovanile mai così negativa, intervenire senza rinvii

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Questione sconcertante che richiede forti interventi con la massima urgenza ed efficacia.

Tra 2008 e il 2012 i disoccupati ufficiali sono aumentati di oltre un milione di unità e  ‘l’area della difficoltà occupazionale’ registra un aumento di circa 2 milioni di persone e questa è una fotografia allarmante, ma palesemente palpabile; aggravata, ulteriormente dall’affermarsi del fenomeno dei cosiddetti ‘Neet’, ovvero quei giovani che non studiano ed un lavoro non lo hanno e  né lo cercano, divenuti uno su quattro rispetto all’intera copertura generazionale, con punte di carattere ancor più emergenziale nel Mezzogiorno, nell’anno peggiore per l’occupazione giovanile, il 2013.

Pertanto, diviene necessario e ineludibile un intervento del Governo: nella conversione di tutti i contratti a termine superiori ai tre anni nel rispetto della direttiva comunitaria, per sbloccare gli adeguamenti contrattuali di retribuzione, per attuare  una vera riforma dell’apprendistato come collante formativo nella transizione tra il percorso scolastico e l’ingresso nel mondo del lavoro, per incentivare incentivi le assunzioni accompagnate da una riduzione del carico fiscale.

La questione occupazionale giovanile rappresenta una delle sfide principali che il  Sindacato dei Cittadini intende affrontare con rinnovato e  pervicace impegno, perché non è pensabile una vera ripresa del Paese slegata da misure in favore dell’interazione ‘lavoro-giovani’.

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