Pur registrando disponibilità Ministro D’Alia piccoli aggiustamenti non sufficienti

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Va ripristinata immediatamente la contrattazione ferma da 5 anni

Pur registrando positivamente la disponibilità del ministro della Funzione Pubblica, Gianpiero D’Alia, a modificare la legge di stabilità per quanto riguarda il pubblico impiego, siamo convinti che piccoli aggiustamenti non siano sufficienti: è necessario, infatti, cambiare completamente l’impostazione.

Da anni, ormai, ad ogni documento finanziario,  il pubblico impiego rappresenta il salvadanaio del governo.

Va ripristinata immediatamente la contrattazione, ferma da 5 anni, e vanno cambiate quelle norme che penalizzano ingiustamente i lavoratori pubblici. Basti pensare, ad esempio, al differimento della liquidazione –  che già viene erogata dopo due anni dall’andata in pensione – con un’ulteriore rateizzazione.

A questa, si aggiungono tante altre discriminazioni riguardanti il pagamento della malattia, la differenza dell’età di pensionamento per le donne, il parziale autofinanziamento del Tfr, l’impossibilità di fare accordi in sede di contrattazione integrativa finalizzati alla possibilità di fruire dei congedi parentali ad ore, il blocco del salario individuale, la mancanza di detassazione del salario di produttività, la situazione dei precari che dopo sei mesi non possono essere stabilizzati e altro ancora.    

Non siamo più disponibili ad accettare queste continue vessazioni: è ora di evitare i luoghi comuni e comprendere che i lavoratori pubblici non sono lavoratori di serie B su cui scaricare sempre le incapacità di far quadrare i conti. Svolgono un lavoro essenziale, non solo di utilità per la collettività, ma addirittura di aiuto economico in un momento come questo di grandissime difficoltà.

È tempo di ridar loro la giusta dignità di lavoratori con gli stessi diritti e doveri degli altri lavoratori. Se non ci saranno risposte, la Uil sarà pronta a proteste forti e allo sciopero.

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