Province, la Consulta boccia la soppressione Cgil Cisl Uil: “Dare certezza ai lavoratori, si pensi a riordino delle reti territoriali di servizi pubblici”

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“Dopo la sentenza della Corte Costituzionale è necessario uscire dal caos per dare ai lavoratori della province tutele e risposte certe. A noi interessa un riordino complessivo degli enti territoriali che ne rilanci il ruolo quanto a servizi, professionalità e bisogni delle comunità locali.Un riordino che ridiscuta le funzioni degli enti locali senza svuotarne le casse e ristrutturi la spesa, salvaguardando servizi e occupazione. Eliminando le consulenze inutili e rilanciando la contrattazione”. E’ questo il commento di Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio – segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl – dopo che la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia. Le tre federazioni chiedono che, in seguito alla bocciatura del decreto, si pensi a “un nuovo disegno organizzativo e istituzionale che investa anche Regioni e Comuni. Il livello amministrativo provinciale va ridisegnato definendo nuove funzioni di area vasta”.

Nello specifico per Cgil, Cisl e Uil occorre una “riorganizzazione dei livelli amministrativi che elimini la frammentazione delle funzioni fra enti strumentali, enti intermedi, società collegate e punti su una dimensione territoriale in grado di integrare i servizi facendo scendere i costi. È però impensabile che ciò avvenga per decreto legge e senza dare certezze ai cittadini su servizi essenziali come edilizia scolastica, formazione professionale e centri per l’impiego, che devono aggiungersi ad ambiente, viabilità e trasporti”.
“Siamo sempre stati disponibili a ridiscutere l’assetto istituzionale”, concludono Dettori, Faverin e Torluccio “scommettendo sulle tante professionalità di cui dispongono gli enti locali. Che vuol dire valorizzazione delle competenze, formazione e riqualificazione professionale”.

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