Politiche di rigore imposte al nostro Paese anziché risollevare l’economia peggiorano la situazione.

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Foccillo: L’Italia avrà l’economia in contrazione, con un Pil che calerà ancora

La crisi si aggrava e le politiche di rigore imposte al nostro Paese anziché risollevare l’economia, come era prevedibile, peggiorano la situazione. Infatti, secondo le stime di crescita dell’Ocse nel suo Interim Assessment, l’Italia avrà l’economia in contrazione, con un Pil che calerà ancora.

La recessione purtroppo è reale. Se si continua con l’irrigidimento di politiche rivolte essenzialmente al risanamento con ulteriori restrizioni e tagli, non vi sarà né l’aumento delle attività economiche, né una reale ripresa.Ne verifichiamo sempre gli effetti ed è evidente a tutti che i tagli generalizzati e l’aumento delle imposte non possono che deprimere l’economia, per il rilancio della quale finora non si sono messe in capo operazioni di un qualche significativo risultato.

L’attuale situazione, infatti,  richiederebbe modifiche dei trattati europei che favoriscano gli investimenti e azioni che siano frutto di un maggior coordinamento in ambito europeo per rilanciare lo sviluppo incrementando la fiducia nella ripresa.

Bisogna ricercare soluzioni alla crisi produttiva e occupazionale in atto che sta bruciando le sacrosante aspirazioni delle generazioni più giovani a un lavoro dignitosamente remunerato, ma anzi, si rendono necessarie misure economiche che ridiano sviluppo all’intero sistema Italia.

È necessario coinvolgere, anche a livello internazionale, l’intero contesto economico, finanziario e produttivo, iniziando dal continente europeo. Così come bisognerebbe anche, e soprattutto, individuare politiche rivolte allo sviluppo che ridiano prospettive ai settori produttivi e di conseguenza all’occupazione e all’aumento del potere di acquisto per lavoratori e pensionati.

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