Pisani (UIL FPL) su scadenza contratto coop. Ecclesia e indizione nuova gara d’ appalto – A.O.R.S.CARLO

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Il tema dell’appalto è diventato per il Sindacato uno dei problemi che si pone con maggiore frequenza. Mentre fino a qualche anno fa era appannaggio di pochi settori – edilizia in primis – con il tempo, l’appalto ha dilagato in tutti i comparti, sia pubblici che privati. Il motivo di tale espansione risiede nell’abbattimento dei costi. Infatti, la pubblica amministrazione ha ampliato la sfera degli appalti per fare fronte alla crisi della finanza pubblica. Se dunque il presupposto è stato la riduzione dei costi – e l’appalto ha agito sul costo del lavoro – ciò a cui si è assistito è stata la rincorsa senza fine al prezzo più basso.

L’appalto è oggi la principale fonte di irregolarità e di illegalità nel mondo del lavoro. Con la redazione e la diffusione di questo documento la UIL FPL , a pochi mesi dalla scadenza del Contratto tra la Cooperativa Sociale ECCLESIA e il più grande  Nosocomio della Basilicata,  vuole continuare a tenere viva l’attenzione sul problema.

Nel caso particolare, l’A.O.R. S. Carlo di Potenza utilizza la Cooperativa in questione con lo scopo principale di ridurre i costi, commettendo però l’errore di gestire questi lavoratori come fossero dipendenti senza averne titolo e soprattutto senza i benefici del caso.

            A testimonianza di quanto da noi affermato vi è anche il verbale di accertamento di violazione in materia di lavoro e legislazione sociale del Ministero del Lavoro-Servizio Ispettivo di Potenza, dal quale si evince quanto segue: “da visite ispettive effettuate, emerge che i lavoratori svolgono attività previste dal contratto di appalto ma manca una netta separazione tra organizzazione ospedaliera ed organizzazione della Cooperativa tanto che appare impossibile distinguere il lavoro dei dipendenti pubblici rispetto a quelli privati. Di conseguenza viene meno il requisito che distingue ai sensi dell’art. 29 del DL 276/2003 l’appalto genuino della somministrazione nello specifico illecita e cioè il potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’attività in questione”.

            Di conseguenza, a parere nostro, ma a quanto pare anche a parere dell’Ispettorato del Lavoro, viene meno il requisito che distingue, ai sensi dell’art. 29 del DL 276/03 l’appalto genuino della somministrazione, nello specifico illecita e cioè il potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’attività svolta.

             I lavoratori e le lavoratrici coinvolti sono oltre un centinaio, dipendenti della Cooperativa Ecclesia, con funzioni di segretariato, addetti all’ufficio cassa, addetti al supporto amministrativo e Infermieristico  ed altre mansioni di addetti alla lavanderia, tutti soggetti ad un regime retributivo, contributivo ed assistenziale diverso e sotto molti aspetti sfavorevole rispetto ai lavoratori dipendenti in quanto lavoratrici di una Cooperativa. Invece, l’A.O.R. S.Carlo  li utilizza a tutti gli effetti come dipendenti propri, violando quanto stabilito dal contratto d’appalto, come appurato nel 2009 dalla Direzione Provinciale del lavoro/Servizio Ispezioni di Potenza.

            L’altra questione, che a parere nostro renderebbe ancor più illecito l’appalto, riguarda invece l’utilizzo di attrezzature e dotazioni, da parte della Cooperativa Ecclesia, appartenenti al committente, così facendo non correrebbe alcun rischio d’impresa in quanto  assicura la sola prestazione lavorativa, senza assumersene i relativi costi. Infatti, nel 2009 sempre il Ministero del Lavoro-Servizio Ispettivo di Potenza nel verbale del 10 Marzo accertava:“la Cooperativa sembra non rispondere ai requisiti previsti dalla legge, in quanto l’attività appaltata, non pare caratterizzata da alcun rischio d’impresa limitandosi a fornire nelle attività appaltate personale che opera in modo indistinto al personale dell’Ospedale”.

            In conclusione la UILFPL ritiene che da quanto si evince dai verbali dell’Ispettorato, si realizza una illegittima utilizzazione del personale tramite appalto per sopperire alla carenza di organico che determinerebbe un’interposizione illecita di manodopera poiché l’appaltatore si limita a fornire al committente mere prestazioni di lavoro abdicando all’esercizio del potere direttivo nei confronti dei propri lavoratori ed al suo dovere di organizzare l’intera prestazione o del servizio in vista di un risultato produttivo autonomo, evidenziando così la carenza di un’imprenditorialità adeguata all’oggetto del contratto.

            Pertanto, la UIL FPL, in virtù della scadenza del contratto con la cooperativa Ecclesia, intendono richiamare l’Azienda Ospedaliera S.Carlo  ad operare con rigore, responsabilità e senso dello Stato su tutto il ciclo del prossimo appalto, dalla predisposizione della gara al controllo sullo svolgimento del servizio, al fine di garantire la congruità dell’appalto.

 

                        La Segreteria Regionale UIL FPL

                     Raffaele Pisani

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