Petrolio, le compagnie tentano la carta dell’operazione “simpatia” con i lucani

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Inutile far finta di scandalizzarsi. Pecunia non olet? Forze puzza, almeno quando i fondi arrivano dal petrolio e dalle attività estrattive. Bandite le strumentalizzazioni e gli ideologismi, sta di fatto che l’oro nero per la Basilicata rappresenta una realtà.

Una cassaforte che consente di pagare le 120 giornate lavorative ai braccianti forestali, 10 milioni di euro per mantenere in vita l’Università di Basilicata, altri per la sanità, le borse di studio degli studenti e via discorrendo. La Basilicata, in sostanza, non è affondata grazie al petrolio. E se la nostra classe dirigente finora ha vantato meriti e capacità molto è dipeso dal salvadanaio garantito dalle compagnie petrolifere. Detto questo, restano le perplessità sui danni causati dalle estrazioni. Nessuno può pensare di bloccare le ricerche e le estrazioni, ma pensare che tutto sia concesso alle multinazionali, senza che nessuno possa neanche verificare i barili estratti (sui quali di conteggiano le royalties) resta una delle assurdità. E se la Basilicata rappresenta l’area più “petrolifera” d’Europa ai lucani dovrebbe far solo piacere. Eppure, così non è. Negli ultimi venti anni, a parte i fondi per mantenere le casse pubbliche, la sensazione è che poco sia migliorato. I cittadini non riescono a percepire un beneficio palpabile e concreto. Pochi posti di lavoro e implementazione dell’economia inesistente. A questo si aggiunge un ambiente oggettivamente deturpato che non lascia ben sperare. E se c’è chi continua a mettere in guardia dai rischi del petrolio, altri continuano nell’operazione “simpatia”. Da un lato si punta a tranquillizzare i cittadini con Osservatori, indagini e studi che attestano la compatibilità tra ambiente (di mezzo c’è anche un Parco naturale) ed estrazioni petrolifere. Dall’altro si lavora per rendere più appetibile l’immagine delle compagnie. Così da qualche tempo si assiste ad una oggettiva campagna di immagine di Eni, Total, Schell che fanno a gara per ammiccare al territorio. Premi, sponsorizzazioni, attività culturali, didattiche, promozionali riguardano l’intera regione, compresa la Val d’Agri e Alto Sauro senza dimenticare i capoluoghi di Potenza e Matera. E mentre a Roma l’Eni e Fondazione Mattei -al cospetto del presidente De Filippo e del direttore dell’Apt Perri lanciavano la tre giorni culturale nelle valli del petrolio, l’ambasciatore inglese (per conto della Shell) offriva buffet e spettacoli musicali nei due capoluoghi.

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