Ospedale San Francesco di Venosa, per la UIL FPL assenza di visione programmatica

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Quale destino per l’Ospedale di Venosa?

L’annuncio del Presidente Bardi sulla trasformazione del presidio venosino in Ospedale di Comunità non risolve le questioni che da tempo stiamo sollevando e non fa certo chiarezza sul ruolo che effettivamente esso svolgerà. Sono passati ormai due anni dalla conversione del presidio ospedaliero di Venosa in struttura per soli malati Covid, una trasformazione che rispondeva ad un’emergenza ma che ha comportato, di fatto, la chiusura di una struttura ospedaliera e che ha determinato il trasferimento dei pazienti ed operatori in dialisi presso il CROB di Rionero, così come le restanti attività ambulatoriali in appartamenti, peraltro inidonei ad un tale utilizzo, e reparti di degenza dismessi. Il tutto mentre altri presidi della Regione, seppure impegnati nella risposta all’emergenza sanitaria, hanno continuato a garantire tutte le prestazioni assistenziali mediante l’adozione di percorsi alternativi specifici.

Eppure risale allo scorso novembre l’annunciata decisione di far ripartire tutte le attività sanitarie del Presidio, passando così da una presunta incompatibilità alla possibilità di rioccupare la struttura con le attività preesistenti e/o addirittura potenziandole. Avevamo  tutti salutato con favore la scelta; tuttavia ad oggi, dell’annunciata ripartenza, non solo si sono smarrite le tracce, ma la miope gestione della Sanità, cui stiamo assistendo, continua a produrre discrasie incomprensibili, che portano criticità  non solo ai pazienti ma anche ad alcuni operatori (vedi la cessazione dell’attività di centralino e portineria affidata rispettivamente ai risponditori automatici e al personale di vigilanza che svolge anche attività di controllo e sicurezza dell’intera  struttura).

In virtù di un quadro pandemico in forte miglioramento, grazie ad un’imponente campagna di vaccinazione, è giunta l’ora di dar seguito all’impegno assunto dal Consiglio Regionale della Basilicata relativamente al ripristino e al successivo potenziamento di tutte le attività già presenti nel P.O.D San Francesco di Venosa, ed alla valorizzazione dello stesso come presidio sanitario di rilevanza strategica dell’intero territorio del Vulture Alto Bradano. E ‘importante sostenere l’apertura del servizio di Telemedicina, per il quale era già stato tutto predisposto negli anni addietro, il ripotenziamento dell’U.O. di Oculistica, il ripristino e l’implementazione delle U.O. di Lungodegenza, Medicina Fisica e Riabilitazione e Nucleo Alzheimer le cui attività sono compatibili con un eventuale ospedale di comunità così come preannunciato dal Presidente Bardi.

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