Mercato del lavoro

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L’incessante sofferenza del nostro mercato del lavoro, che viene registrata dai numeri dell’Istat, mostra la continua flessione del numero di occupati a cui si accompagna l’inevitabile crescita del numero dei disoccupati, con una forte presenza di giovani in cerca di un posto di lavoro.Secondo un’elaborazione della Uil dei dati resi noti dall’Istat, ogni mese, le persone che perdono il lavoro sono, mediamente, 28.000 e i posti di lavoro protetti sono 540.000.

Il Pacchetto di misure urgenti sull’occupazione rappresenta, da questo punto di vista, un primo, ma non esaustivo, passo verso una potenziale riduzione del numero dei disoccupati ed inattivi. Nel contempo, vanno ancora garantite risorse per gli ammortizzatori sociali.

Occorre intervenire su una più equa redistribuzione del reddito, attraverso una riduzione della pressione fiscale, soprattutto su dipendenti e pensionati, se realmente si vuole far ripartire i consumi e con essi imprese e occupazione.

Le misure spot possono servire nel breve tempo, ma in assenza di azioni volte a creare sviluppo, dopo il 2015, il rischio sarà di ritrovarci di nuovo nel pantano.

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