La corsa dei prezzi dei beni che fanno parte del carrello della spesa sembra diminuire

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Ma non si tratta di dati positivi, è colpa della recessione

La corsa dei prezzi dei beni che fanno parte del carrello della spesa e l’inflazione annua sembrano diminuire, ma non si tratta di dati positivi: è la conseguenza, infatti, della situazione di recessione e della stagnazione dei consumi.

Nel nostro Paese è aumentata la povertà sia in termini relativi che in termini assoluti e stanno aumentando sempre più le diseguaglianze. Per questo sono in calo, rispetto allo scorso anno, sia i redditi delle famiglie, sia il potere di acquisto e tutto ciò incide sulle spese, che si sono ulteriormente ridotte.

Lasciare che resti tutto così com’è è miopia politica. Bisogna, piuttosto, intervenire immediatamente perché la situazione è critica e deve essere risolta prima che degeneri. Inoltre, l’unico strumento di politica economica nelle mani del governo, cioè lo strumento fiscale, non viene ancora utilizzato e, quindi, non si genera la redistribuzione del reddito necessaria alla ripresa dell’economia.

È necessario, dunque, uscire da questa spirale negativa e aiutare le famiglie, i lavoratori, le imprese e i cittadini, modificando profondamente la politica economica, riformando la fiscalità e aumentando il potere di acquisto, dai rinnovi contrattuali del pubblico impiego ancora aperti. Solo così potremmo vedere ripartire veramente i consumi e ridare fiato a un Paese che continua ad essere sotto pressione.

 

 

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