Imu, rivedere il federalismo fiscale ed eliminare iniquità

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Imu: rivedere il federalismo fiscale ed eliminare iniquità

Qualsiasi riduzione della pressione fiscale è la benvenuta, ma la priorità è intervenire a sostegno dei redditi fissi. Pur essendo  la parola IMU  la piu “cliccata” sui social network, per la UIL la riforma dell’imposta  sulla prima casa deve essere inquadrata nell’ambito più complessivo del fisco municipale.

Mentre l’attenzione generale è concentrata su questa imposta, infatti, aumenta il carico fiscale a livello locale. Basti pensare agli aumenti medi del 36% della TARES –  che quest’anno costerà più dell’IMU (305 euro medi  a fronte di 225 euro) –  e, soprattutto, alla corsa al rialzo dell’IRPEF comunale. Sono infatti, ad oggi,  487 i comuni che hanno aumentato le aliquote. Questa tassa pesa  mediamente 138 euro medi per contribuente e genera un incasso  di 3,9 mld per le casse comunali.

Sono questi i motivi, nel segno di maggiore equità,  per cui la UIL è favorevole a un’imposta unica comunale sugli immobili con il superamento delle addizionali IRPEF, tassa che colpisce, implacabilmente, soprattutto  i redditi fissi.

Per l’immediato occorre, inoltre, lavorare su maggiori, ma non generiche  detrazioni per l’IMU sulla prima casa legate al reddito e al  patrimonio.

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