Il Governo fa annunci di provvedimenti senza valutare la normativa vigente

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Il TFR non è un aumento di retribuzione o bonus aggiuntivo, è semplicemente un anticipo

Il Governo continua a fare annunci di provvedimenti senza valutare attentamente la normativa vigente. Ultima in ordine di tempo la proposta di mettere il TFR dei lavoratori in busta paga.

È bene ricordare in proposito che il TFR è salario differito e quindi già nella titolarità del lavoratore. Il riconoscimento in busta paga non è quindi un aumento di retribuzione o un bonus aggiuntivo riconosciuto dal Governo, ma semplicemente un anticipo di quanto già spettante al lavoratore.

Per la UIL, in ogni caso, un eventuale intervento legislativo in questa direzione deve prevedere che sia il lavoratore a scegliere liberamente come utilizzare il proprio TFR.

Nel merito, il Presidente Renzi sembra comunque ignorare buona parte delle norme che attualmente regolano il trattamento di fine rapporto.

1) Il TFR può essere destinato alla previdenza complementare che, in questi anni, ha dato rendimenti medi sensibilmente superiori alla rivalutazione del TFR lasciato in azienda.

2) L’attuale normativa prevede per le aziende con almeno 50 dipendenti che il TFR non destinato alla previdenza complementare transiti nel Fondo di Tesoreria del MEF che vale oggi oltre sei miliardi l’anno. Il Governo intende rinunciare a questo flusso?

3) Dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio si apprende che l’anticipo in busta paga del TFR varrebbe solo per il settore privato e non per quello pubblico. Con una nuova pesante discriminazione per i lavoratori del comparto.

4) In questi anni si è sviluppata in maniera esponenziale la cessione del quinto dello stipendio e quindi in molti casi il TFR è di fatto nella disponibilità delle finanziarie come garanzia del prestito.

5) La quota di TFR riconosciuta eventualmente in busta paga andrebbe comunque sterilizzata ai fini fiscali, per evitare la beffa di un aumento delle tasse.

Siamo quindi in presenza di una materia molto complessa, ricordiamo pertanto al Presidente Renzi il motto che ispirava l’azione del Presidente Luigi Einaudi “Conoscere per deliberare”.

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