Giù le mani dai Fondi Pensione

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Circolano notizie di riunioni clandestine presso il MEF con l’obiettivo di definire un provvedimento legislativo per orientare gli investimenti dei Fondi Pensione. Dopo i disastri fatti per fare cassa sul sistema previdenziale pubblico dai Governi precedenti non vorremmo che ora si facesse avanti la stessa tentazione sulla Previdenza Complementare, già penalizzata dall’attuale Governo con l’aumento dello 0,5% della tassazione sui rendimenti.

La UIL ritiene un gravissimo errore l’utilizzo di questo metodo che crea incertezze tra chi deve aderire e getta paura e sconcerto su chi è iscritto. È una discussione latente da tempo e la UIL si è battuta per farla emergere alla luce del sole. Per questo abbiamo sostenuto, anche recentemente, in discussioni pubbliche promosse da soggetti istituzionali, che dalla previdenza complementare può venire un contributo utile a sostenere il nostro sistema economico e produttivo.

Se ciò fino ad oggi è avvenuto solo in minima parte è perché il mercato finanziario italiano non ha saputo proporre prodotti coerenti con l’investimento previdenziale. Per questo riteniamo che bisogna creare strumenti ad hoc per gli investitori previdenziali che abbiano idonei requisiti di redditività e contenimento del rischio. La decisione di come e dove destinare gli investimenti deve rimanere prerogativa esclusiva e autonoma dei singoli fondi pensione.

Questa è la via maestra da seguire. La UIL chiede al Governo di riportare alla luce del sole questa discussione dando segnali di stabilizzazione del sistema che incentivino una ripresa delle adesioni. Tutto il contrario, purtroppo, di quanto sta avvenendo in questi giorni

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