A Potenza e Matera giudici di pace a rischio chiusura

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POTENZA – «È cominciato il conto alla rovescia per la sopravvivenza dei Giudici di Pace in alcuni comuni della provincia di Potenza». A far riaccendere i riflettori sull’imminente soppressione, formalizzata col decreto legislativo n. 156 del 7 settembre 2012, degli importanti presidi di giustizia (istituiti nel 1991) in diversi territori, è il consigliere provinciale Vittorio Prinzi dell’Idv.
Sarebbero ben 16 gli uffici del Giudice di Pace a saltare nella provincia di Potenza e i giorni sono davvero contati stando al Bollettino ufficiale del ministero della Giustizia datato 28 febbraio 2013, nel quale si stabilisce che i Comuni a rischio taglio hanno 60 giorni di tempo per assumere a loro carico le spese di locazione e gestione degli uffici e per nominare – secondo criteri ben precisi fissati dal Guardasigilli – il personale amministrativo che dovrà lavorarci. Acerenza, Avigliano, Bella, Calvello, Genzano di Lucania, Laurenzana, Marsico Nuovo, Vietri di Potenza e Viggiano nel comprensorio di Potenza, Palazzo San Gervasio, Pescopagano, Rionero in Vulture e Venosa nel Melfese, Chiaromonte, Lauria e Sant’Arcangelo nel Lagonegrese, dovranno mettere in atto tutto quanto in loro potere entro e non oltre il prossimo 29 aprile se non vorranno vedersi strappato quest’avamposto di giustizia a portata di cittadino.
Lo scorso 15 febbraio il Consiglio provinciale di Potenza aveva approvato all’unanimità un odg con cui veniva espresso dissenso nei confronti del provvedimento di soppressione, rappresentando le difficoltà che ne scaturirebbero in un territorio prevalentemente montano e con molti piccoli comuni notevolmente distanti dalle sedi dei tribunali.

PISTICCI – Il 29 aprile si avvicina ed, anche se in linea di principio sono tutti concordi per il mantenimento dei 6 uffici del giudice di pace della provincia di Matera, gli avamposti della giustizia rischiano per davvero di essere soppressi, soprattutto per le ovvie ragioni di bilancio. Come è noto nel materano il giudice di pace ha sede, oltre che nel capoluogo (l’unico a non essere soppresso), anche ad Irsina, Pisticci, Rotondella, San Mauro Forte, Stigliano e Tricarico: tutte queste sedi verrebbero soppresse dalla cervellotica riforma approvata dal cosiddetto «Governo dei tecnici», a meno che i comuni non si organizzino (anche consorziandosi tra loro) per mantenere l’ufficio, ma a proprie spese. Per farlo, è questo la novità degli ultimi giorni, devono comunicarlo al Ministero entro e non oltre il 29 aprile, redigendo un vero e proprio progetto che deve comprendere anche la previsione dei costi di gestione, con la precisazione, per chi ha già inviato la comunicazione in precedenza (di sicuro l’hanno fatto sia Pisticci che Rotondella), che essa viene considerata irricevibile. Dunque, è in questa fase che va comunicata la decisione di mantenere l’ufficio. Nei 6 comuni del materano, cosa bolle in pentola? «C’è la volontà di tenere l’ufficio – ha spiegato l’assessore al Bilancio del Comune di Pisticci, Michele Taranto – anche se non va dimenticato che abbiamo già notevoli spese per la sezione distaccata del tribunale»

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