Uil:Debiti P.A., sarebbe bene non si aumenti pressione fiscale

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Rivedere la fiscalità locale deve essere la priorità del Governo

Sarebbe bene che la decisione di non ricorrere a nuovi aumenti della pressione fiscale per finanziare i crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione: il risultato sarebbe stato, infatti, un aumento del 40,4%,delle Addizionali Regionali IRPEF, che si sarebbe sommato all’aumento del 28% del 2012.

Lo scorso anno, infatti, l’IRPEF Regionale è passata da 268 euro medi del 2011 a 342 euro, con punte di467 euro in Campania, Molise e Calabria.

L’ipotesi avanzata ieri dal Governo, di dare la facoltà alle Regioni di anticipare al 2013 la manovrabilità dell’imposta di un ulteriore 0,6%, avrebbe significato un aumento medio di 138 euro, portando il peso complessivo dell’Addizionale a 480 euro, che avrebbe porterebbe un extragettito di 4,1 miliardi di euro.

Questa imposta ha subito diversi “restyling” nel corso degli ultimi due anni: il Decreto Salva Italia ha aumentato l’aliquota di base dallo 0,9% all’1,23%; mentre il Decreto Attuativo del federalismo fiscale da la facoltà di aumenti di aliquote dello 0,6% e un ulteriore 1% dal 2015, portando la possibilità di aumenti fino al 2,1%.

Nel 2012, l’aliquota media applicata nelle Regioni è all’1,49%, a fronte dell’1,19% dell’anno precedente, mentre il gettito passa dagli 8,9 miliardi di euro dello scorso anno agli 11,3 miliardi di euro di quest’anno, con un aumento di 2,4 miliardi di euro.

A livello di singole Regioni, “complici” i conti non in ordine della sanità in 3 Regioni (CampaniaCalabriaMolise), l’aliquota è al 2,03%; in altre 3 Regioni (LazioAbruzzo Sicilia) all’1,73%.

Sono le Regioni che applicano l’aliquota di base dell’1,23% (Val d’Aosta, BolzanoTrentoFriuli Venezia GiuliaVenetoToscana Sardegna).

Tutte le altre hanno deliberato aliquote per fasce di reddito arrivando, esclusa l’Umbria dove l’aliquota massima è all’1,43%, ad applicare l’aliquota massima dell’1,73% a seconda del reddito.

E’ quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale della UIL Servizio Politiche Territoriali sugli effetti delle Addizionali IRPEF nelle Regioni.

Dall’indagine risulta, spiega Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL, come ormai si stia consolidando il dato degli aumenti generalizzati delle aliquote delle imposte locali, dovuti solo in parte anche ai tagli dei trasferimenti subiti nel corso degli anni.

E non è finita: aumento dell’IVA a parte, c’è il tema del prelievo sui rifiuti: TARES o non TARES, la tassa sui rifiuti sarà oggetto di rincari più o meno annunciati.

Per questo è fondamentale, ripensare l’intera politica economica e fiscale del Paese, che metta al centro la questione di una diversa ripartizione del carico fiscale, permettendo alle famiglie, con un reddito fisso, di “riavere” parte di ciò che gli è stato prelevato rimettendo in moto quei consumi che sono una parte importante della nostra economia.

A tal proposito rilanciamo, conclude Loy, la necessità di rivedere tutte le imposte “locali” introdotte dal “federalismo fiscale” : addizionali comunali e regionali, Imu, Tares, sovratassa provinciale sui rifiuti,   Imposta RC auto, IPT veicoli.

Ciò dovrà, per evitare che sui contribuenti virtuosi si concentri una pioggia di rincari fiscali, diventare una priorità all’interno delle riforme istituzionali e degli interventi sulle emergenze economiche.

 ALIQUOTE ADDIZIONALI REGIONALI E IRPEF: LE ALIQUOTE

REGIONI

ANNO 2012

Piemonte fino a 15 mila euro 1,23%; fino a 22 mila euro l’1,53%; oltre 1,73% (fasce di reddito)
Val d’Aosta 1,23%
Lombardia fino 15.493,71 euro l’1,23%; fino a 30.987,41 euro l’1,63%; oltre 30.987,41 euro l’1,73%(fasce di reddito)
Liguria fino a 20 mila euro l’1,23%;

oltre l’1,73%

Bolzano 1,23%
Trento 1,23%
Veneto 1,23%
Friuli Venezia Giulia 1,23%
Emilia Romagna fino a 15 mila euro l’1,43%; fino a 20 mila euro 1,53%; fino a 25 mila euro l’1,63%; oltre 1,73% (fasce di reddito)
Toscana 1,23%
Umbria fino a 15 mila euro l’1,23%;

oltre l’1,43% (fasce di reddito)

Marche fino a 15.550 euro l’1,23%; fino a 31 mila euro l’1,53%; oltre l’1,73% (scaglioni di reddito con aliquota marginale)
Lazio 1,73%
Abruzzo 1,73%
Molise 2,03%
Campania 2,03%
Puglia fino a 28 mila euro l’1,53%; oltre l’1,73% (fasce di reddito)
Basilicata 1,23%
Calabria 2,03%
Sicilia 1,73%
Sardegna 1,23%
Media nazionale 1,49%

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