UIL FPL e SMI su ruolo unico del medico dell’emergenza

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“La riorganizzazione del sistema sanitario, alla luce dei nuovi regolamenti europei e alle attuali ristrettezze economiche, deve puntare obbligatoriamente al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia mediante una rete di servizi e professionisti a garanzia della salute pubblica, Territorio-Ospedale-Territorio. Come UIL FPL e SMI – si legge in una nota indirizzata a Regione, Asp, Aor San Carlo, Ordine dei Medici –  riteniamo fondamentale aggiornare i livelli di sicurezza, soprattutto sul paziente acuto, predisponendo una rete di Emergenza-Urgenza perfettamente integrata con la rete delle patologie croniche, a garanzia della sicurezza e della qualità del servizio e salvaguardando le aspettative di salute del territorio. La scrivente ha più volte sottolineato la necessaria istituzione di una Rete unica dell’Emergenza-Urgenza e il riconoscimento del ruolo unico per i medici che lavorano nel sistema 118, Pronto Soccorso e Dea, superando la molteplicità dei contratti presenti ad oggi, al fine di garantire un’omogeneità di competenze e di sviluppo professionale.
Non possiamo continuare a fingere di non trovarci davanti ad una irreversibile e drammatica carenza di personale medico afferente ai Pronto Soccorsi attivi della nostra Regione e all’evoluzione del sistema di emergenza-urgenza. A venticinque anni dalla sua istituzione, è ancora forte la distinzione tra una fase territoriale (incardinata nelle attività distrettuali) e una fase ospedaliera, quando è oramai chiaro che un’integrazione dei professionisti è indispensabile per la presa in carico globale del paziente e per garantire la crescita culturale, operativa e di carriera degli operatori.
A riguardo, il manifesto FIMEUC (Federazione italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza e Catastrofi) 2016-2018, pubblicato nel marzo del 2017, viene in soccorso di queste criticità e chiarisce in modo significativo quali misure adottare per risolvere le problematiche e migliorare l’efficacia del Sistema dell’Emergenza-Urgenza. Quindi, anche a nostro avviso, è urgente riformare un sistema dove per le stesse patologie e le stesse cure operano medici con livelli di formazione diversa e con contratti diversi (dipendenza a tempo determinato o indeterminato, contratti atipici, convenzionati a tempo determinato o indeterminato) a molti dei quali (che non rientrano in nessuno degli articoli del DPCM 2015 per la stabilizzazione dei precari) è ancora impedito l’accesso alla dirigenza e alla dipendenza a causa della cessata efficacia dell’art. 8 comma 1 bis del D. Lgs. 229/99.
Come UIL FPL e SMI, riteniamo ormai non più procrastinabile normare un dipartimento funzionale dell’emergenza monospecialistico integrato che ottimizzi in se le due aree dell’emergenza territoriale ed ospedaliera. Il regolamento del Dipartimento, a parere della scrivente, deve prevedere la rotazione del personale sulle varie articolazioni, al fine di favorire la figura del medico unico dell’emergenza e salvaguardare l’area dell’emergenza pediatrica come un’area dell’emergenza di alta specializzazione che necessita di formazione e personale dedicato.
Il Dipartimento di Emergenza rappresenta l’aggregazione funzionale di più Strutture Complesse, che, pur mantenendo la propria autonomia e responsabilità clinico assistenziale, riconoscono la reciproca interdipendenza adottando un comune codice di comportamento assistenziale, al fine di assicurare una risposta rapida, completa e, ove occorre, sequenziale, in collegamento con le strutture operanti sul territorio” (cfr. Atto d’Intesa Stato-Regioni di linee Guida per l’emergenza G.U. 17 maggio 1996 in applicazione del DPR 27 marzo 1992).
Il Personale Medico del “118” deve trovare collocazione organica nelle Strutture di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza, dopo adeguato iter curriculare e formativo, come già previsto parzialmente dalla normativa nazionale (legge 229), al fine ultimo di creare organici unici dedicati all’Emergenza e con percorsi formativi comuni. In tal modo, si andrà a colmare la carenza cronica di personale con un investimento pluriennale su risorse locali, che interromperebbe il fastidioso e continuo turnover che gli ospedali e il DEU 118 della nostra Regione subiscono da tanti anni.
E’ tutta questione di volontà politica, dal momento che in altre Regioni, a parità di normativa e di rendiconto tale processo è avvenuto o è in corso”.

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