Troppe “finte partite IVA” nelle Strutture Sanitarie Riabilitative e fisiochinesiterapiche.

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DSCN2319“Stop alle finte partite IVA nella Sanità Privata che eroga prestazioni per il Sistema Sanitario pubblico” Questa è la battaglia che noi portiamo avanti da tempo, in contrasto con una cultura persistente che nega questa vasta realtà di lavoratori senza alcun sostegno né tutele o garanzie, costrette ad accettare passivamente quanto gli viene proposto da alcune strutture sanitarie riabilitative e fisiochinesiterapiche private pur di lavorare. E’ venuto il momento di fare chiarezza. Lasciare più di quattrocento lavoratori senza tutele significa commettere un crimine sociale e avere un comportamento omertoso nei confronti dei problemi dei precari, complice anche l’indifferenza delle istituzioni, ai quali avevamo chiesto lo scorso luglio di intervenire sull’argomento.

Pensiamo che le ASL di Potenza e Matera non possano eludere questa discussione finalizzata ad affrontare questo tema insieme alle parti sociali. Chiederemo incontri con tutti i gruppi parlamentari e a Cgil e Cisl di fare insieme a noi una campagna su questi temi. Si discute di tante forme contrattuali di lavoro, ma si evita di parlare di queste esperienze in cui si annida la vera precarietà. Si parla poco di questo fenomeno, nella politica e nelle istituzioni vi sono colpevoli silenzi. E noi vogliamo squarciare il muro di indifferenza verso queste forme di contratti sui quali da tempo stiamo facendo la nostra battaglia.

Il nostro impegno è volto non solo a contrastare le forme di lavoro in cui si annida la vera precarietà, ma anche a costruire un sistema di tutele e garanzie sociali per quelle forme di lavoro su cui si regge una parte significativa del Sistema Sanitario Lucano e di cui si evita di discutere.

Nella nota di Luglio indirizzata ai D.G. di ASP, ASM e Dipartimento Salute abbiamo denunciato come, dietro un’occupazione con partita Iva, si nasconda spesso una prestazione di lavoro dipendente. Un escamotage messo in piedi da alcuni datori di lavoro con pochi scrupoli che erogano prestazioni sanitarie per conto del sistema pubblico, per non fare regolari assunzioni e per risparmiare in stipendi e contributi INPS.

Pertanto la UIL FPL si propone di sostenere gli organi competenti a maggiori controlli e scovare il lavoro autonomo “spurio” che ha ben poco di autonomo ma che sfrutta invece la debolezza del lavoratore, sostenendo e rafforzando invece i Centri Sanitarie Riabilitativi e fisiochinesiterapici che scelgono di avere alle proprie dipendenze lavoratori subordinati con tutele dignitose. La UILFPL chiede inoltre l’introduzione, fin dai prossimi contratti con le ASL, di prevedere personale contrattualizzato nel rispetto dei CCNL e di una percentuale massima complessiva sull’organico che comprenda tutte le tipologie diverse dal lavoro subordinato a tempo indeterminato. Considerato che le ASL ed il Dipartimento Sanità non hanno riscontrato la nostra missiva di Luglio, ci rivolgiamo agli Ispettori delle Entrate e dell’INPS e al Ministero del Lavoro, ognuno per le proprie competenze, di agire in base all’impianto stabilito dalla legge Fornero sul lavoro del 2012 e ss.mm.ii. “jobs -act”.

                                              La Segreteria Regionale UIL FPL                                                                                              Raffaele PISANI                                                                              

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