Stabilizzare i medici convenzionati dell’emergenza urgenza 118 e contratti a tempo indeterminato per attrarre nuove risorse. Nel 2020 andrà in pensione il 60% di medici convenzionati.

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Pochi probabilmente sanno che la maggior parte dei medici del 118 del DIRES di Basilicata sono precari e quelli che hanno un contratto di convenzione a tempo indeterminato in realtà, solo per citare alcune criticità, hanno scarsa o nessuna tutela in merito alla malattia, nessun trattamento di fine rapporto, una dubbia copertura assicurativa da parte delle Aziende Sanitarie, godono di soli 21 giorni di ferie annuali e lavorano mediamente dalle 165 a molto oltre le 200 ore mensili, senza neanche la certezza della tutela della nuova legge sui turni proprio perché contrattualmente non risultano come medici dipendenti. In realtà la carenza dei medici del 118 lucano, più volte balzata alla cronaca, non è dovuta al fatto che non si trovano tali figure professionali sul territorio, ma dal fatto che i contratti prospettati dall’Azienda Sanitaria sono poco attraenti perché trattasi di convenzioni a tempo determinato. Con questa tipologia di contratto, quella dell’emergenza 118 è una carriera senza sbocco e troppo rischiosa a fronte di scarso riscontro di soddisfazione professionale. Troppo spesso infatti, i nostri giovani medici del 118 devono combattere una guerra cercando di districarsi tra le esigenze di risparmio economico che generano contratti di lavoro sempre più precari, l’erogazione di servizi ai cittadini e la responsabilità professionale. Difatti, in più occasioni anche i rappresentanti del governo lucano hanno affermato che i medici, come del resto anche gli infermieri, che lavorano in un settore come quello dell’emergenza, hanno bisogno del massimo rispetto e della massima tranquillità nell’operare; ebbene, ci devono  spiegare come è possibile che medici del 118 che operano in condizioni di precariato e di incertezza per il futuro, rischiando denunce e lesioni fisiche, nonché la propria salute, possano scegliere di intraprendere questa carriera e come possano operare in tranquillità. Pertanto, in previsione dei pensionamenti che, entro il 2020 ridurranno drasticamente il personale convenzionato addirittura del 60%, la UIL FPL ritiene improcrastinabile l’attivazione da parte della Giunta regionale di un piano in grado di attrarre nuovi medici e soprattutto non disperdere le professionalità ed il bagaglio di esperienze maturate negli anni da parte dei nostri giovani precari, che da tempo ormai operano in regime di convenzione a tempo determinato e che aspirano giustamente ad essere stabilizzati.

     Il Ref. Med. Convenz. UIL FPL                La Segreteria Regionale UIL FPL

               Giuseppe Villaccio                                          Raffaele Pisani                                                                   

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