Rivedere radicalmente il Programma

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I dati sugli effetti pratici del programma Garanzia Giovani (più opportunità per i giovani) restano assolutamente deludenti rispetto alle aspettative e all’enorme bacino di potenziali beneficiari, in particolare nell’area a più forte disagio occupazionale: il Sud.

Se solo al 20% degli iscritti (101.000 su 543.000) è stata data una possibilità di inserimento nel mondo del lavoro c’è da preoccuparsi.

Tra le cause dell’inefficacia del Programma, oltre i difetti strutturali del nostro sistema di incontro domanda ed offerta e dei mancati investimenti sui servizi  per l’impiego, vi è un eccesso di adempimenti burocratici e, soprattutto, la concorrenza del nuovo contratto tutele crescenti con il grande sgravio contributivo che spinge molte imprese, inevitabilmente,  ad assumere senza rivolgersi al bacino dei neet e dei ragazzi più deboli nel mercato del lavoro. A questo punto, Governo e Regioni  dovrebbero  prendere atto che va modificato il programma, pensato prima del  Jobs act,  e indirizzare le risorse verso strumenti che consentano, anche in assenza di offerte di lavoro, di dare una chance di conoscenza del lavoro e delle imprese valorizzando gli strumenti del servizio civile e dei tirocini, coniugati a un efficace percorso formativo, con regole certe e trasparenti  per evitare abusi. Non è quindi un problema di quantità di risorse (arriveranno altri 300 milioni dall’Europa in aggiunta al 1,5 miliardi già stanziati) ma di scelta delle priorità.

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