Risorse tassazione immobili di lusso vadano a ridurre carico fiscale su salari e pensioni

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IMU: LE RISORSE SULL’EVENTUALE TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI DI LUSSO VADANO A RIDURRE IL CARICO FISCALE SU SALARI E PENSIONI
 
Se le risorse dell’IMU derivanti dalla tassa sulle cosiddette “case di lusso” fossero utilizzate per ridurre il carico fiscale sui salari e pensioni, la UIL è pronta a discuterne.
Con l’eventuale abolizione dell’IMU sulla prima casa con rendita catastale sotto i 750 euro si esenterebbe dal pagamento di questa imposta il 90,1% dei proprietari.
Secondo un’analisi del Servizio Politiche Territoriali della UIL, sarebbero 1.740.195 le case che hanno una rendita catastale sopra i 750 euro, di cui il 65% appartiene alla classe catastale A/7 (villini). Questi contribuenti si aggiungerebbero ai 44.785 proprietari di immobili di lusso (A/1, A/8 e A/9), per la quale l’IMU non è stata abolita. Sono, dunque, 1.784.980 i contribuenti che continuerebbero a pagare l’IMU.
In sostanza, se si dovesse modificare in tal senso il recente decreto IMU (con l’esenzione parziale e non totale Imu prima casa, facendo rientrare tra coloro che devono pagare l’IMU anche i proprietari delle case di lusso) l’imposta si azzererebbe per gli immobili al di sotto dei 170 mq. classificati in A/2. Infatti, secondo i nostri calcoli la media nazionale degli immobili in A/2 è di 624 euro medi con 6 vani.
Continuerebbero, invece, a pagare l’imposta i proprietari degli immobili di categoria A/2, con 4 o più vani, a Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Napoli. Città in cui il valore catastale è più alto. A Milano, infatti, la media catastale è di 1.487 euro; a Torino di 1.295 euro, a Roma di 1.179 euro, a Bologna di 1.602 euro, a Firenze di 900 euro e a Napoli di 932 euro.
Mediamente non pagherebbero l’imposta i proprietari degli immobili di categoria A/3, salvo quelli con più di 200 mq. e nelle città come Roma, Bologna e Firenze.
Per questa categoria la media catastale nazionale è di 423 euro e per ogni vano mediamente è di 85 euro, con punte 177 euro a vano a Roma, dove per un trilocale si pagherebbe l’IMU.
Discorso diverso vale invece per i villini, la cui media catastale nazionale è pari a 876 euro (110 euro a vano): sull’85% di tali case (1,1 milioni di contribuenti su 1,3 milioni di immobili adibiti a prima casa) si pagherebbe l’IMU.
Si pagherebbe l’Imu sui villini in quasi tutte le grandi città, con l’eccezione di Catanzaro e Palermo.
Tutto ciò comporterebbe un incremento di gettito, per le casse dello Stato, pari a 1,2 miliardi di euro, per la maggior parte derivante dall’IMU sui villini (821 milioni di euro); 379 milioni di euro per le case in A/2 e 59 milioni di euro per le A/3. Queste risorse, derivanti dall’eventuale tassazione degli immobili di lusso, potrebbero essere utilizzate per ridurre il carico fiscale su salari e pensioni.
 

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