Provincia di Potenza, dirigente “pagato per non lavorare”

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E’ un dipendente della provincia di Potenza dal lontano 1981, ma da quasi 8 anni, di fatto, sarebbe praticamente inoperoso, costretto a passare le sue giornate nell’ozio, o al massimo leggendo libri e giornali.

Lo stipendio da dirigente, però, gli viene pagato regolarmente, nonostante la nomina di un altro funzionario chiamato a svolgere le mansioni dalle quali sarebbe stato volutamente sollevato. Il protagonista della vicenda è l’ingegner Francesco Giuseppe Fortunato, 61 anni, nato a Roccanova, ma residente a Savoia di Lucania. Per anni ha diretto l’unità dirigenziale “Patrimonio”. Dal 2004 al 2008 sarebbe stato pagato per non lavorare, relegato in una stanza senza nemmeno un computer. Poi, alla fine del 2009, il dirigente racconta di essere stato “invitato”, dietro minacce, ad andare in pensione con qualche anno di anticipo. Dopo il suo rifiuto, all’inizio del 2010 gli fu affidato un nuovo incarico dirigenziale per il “Monitoraggio delle Opere Pubbliche”. Anche in questo caso, però, l’ingegnere sarebbe stato privato di ogni funzione relativa alle sue mansioni. Alla sua unità direzionale, infatti, per l’intero 2010, non sarebbe stata affidata nessuna risorsa economica. Una situazione che perdurerebbe ancora oggi, nonostante una recente sentenza del Tribunale del Lavoro di Potenza, accogliendo il ricorso presentato da Francesco Fortunato, abbia condannato la provincia di Potenza ad assegnare al dirigente “mansioni corrispondenti al suo profilo professionale”. Per il periodo compreso tra l’ottobre del 2004 e il febbraio del 2008 l’ente provinciale avrebbe di fatto violato l’articolo 2103 del codice civile, secondo il quale “il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto”. La vicenda è stata portata anche all’attenzione della procura regionale della Corte dei Conti: nei giorni scorsi Fortunato sarebbe già stato ascoltato dai procuratori Oricchio e Gargano. Nel ricorso inoltrato ai giudici contabili, inoltre, il dirigente della provincia di Potenza, segnala alcuni presunti danni erariali prodotti dall’ente provinciale. Innanzitutto, la nomina di un altro funzionario in sua “sostituzione” avrebbe provocato un esborso ingiustificato di 150 mila euro all’anno. Ma l’ingegner Fortunato segnala altri casi di cattiva gestione, come la svendita di alcuni immobili del quartiere S.Maria di Potenza che avrebbe provocato un danno per oltre 7 milioni di euro e la mancata valorizzazione dello Chalet della Sellata di proprietà della provincia per altri 2 milioni di euro. Una serie di presunte negligenze sulle quali la procura della Corte dei Conti potrebbe decidere di aprire un apposito fascicolo.

 

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