Ok a ogni riduzione fiscale ma assicurare la totale e completa copertura delle risorse a comuni

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TASI: FUNERALE CON RINCARI

QUEST’ANNO, MEDIAMENTE, SI PAGHERANNO 191 EURO (203 NELLE CITTA’ CAPOLUOGO), IN AUMENTO DEL 9,1% (4,6% NELLE CITTA’ CAPOLUOGO) SUL 2014

A TORINO LA TASI PESA MEDIAMENTE 403 EURO; A ROMA 391 EURO, A SIENA 356 EURO; MENTRE AD ASTI 19 EURO; AD ASCOLI PICENO 46 EURO; A CESENA 60 EURO

OLBIA UNICA CITTA’ CAPOLUOGO A TASI ZERO

IN 958 COMUNI (IL 12,4% DEL TOTALE), TRA CUI 12 CITTA’ CAPOLUOGO, SALE IL COSTO DELLA TASI PER EFFETTO DELL’AUMENTO DELLE ALIQUOTE E DELLA DIMINUZIONE DELLE DETRAZIONI

IL 16 DICEMBRE SI PAGA IL SALDO DELL’IMU E DELLA TASI: LE FAMIGLIE ITALIANE CHIAMATE A VERSARE QUASI 12,8 MILIARDI DI EURO (24,8 MILIARDI DI EURO IN TOTALE NELL’ANNO).

SARANNO CHIAMATI A PAGARE IL SALDO DELLA TASI 19,7 MILIONI DI PROPRIETARI

PER L’IMU SULLE SECONDE CASE IL COSTO E’ DI 887 EURO/MEDI

PER L’IMU A DICEMBRE IL CONTO E’ DI 10,1 MILIARDI DI EURO (19,8 MILIARDI IN TOTALE), MENTRE PER LA TASI IL CONTO E’ DI 2,7 MILIARDI DI EURO, (5 MILIARDI IN TOTALE), DI CUI 1,9 MILIARDI DI EURO PER LA PRIMA CASA (3,7 MILIARDI IN TOTALE)

Si avvicina il 16 dicembre, data fissata per il pagamento del saldo della TASI e dell’IMU. Giorno, questo, definito dal Presidente del Consiglio come il “funerale della TASI”.

Sarà, però, un ”addio” costoso quello alle tasse sulle prime case. Come spiega Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL – il costo medio sarà di 191 euro per famiglia (di cui 101 euro da pagare con il saldo di dicembre), a fronte dei 175 euro medi pagati lo scorso anno, con un aumento medio del 9,1%.

Nelle sole città capoluogo il costo medio sarà di 203 euro (di cui 106 euro da  pagarsi con il saldo di dicembre), a fronte dei 194 euro pagati nel 2014, con un aumento medio del 4,6%.

Cifre decisamente più alte, commenta Loy, per quanto riguarda il saldo IMU sulle seconde case: il costo medio in questo caso è di 887 euro di cui 448 euro da pagare con il saldo di dicembre, con punte di 2.028 euro a Roma (1.014 euro il saldo); 1.828 euro a Milano (914 euro il saldo); 1.792 euro a Torino (896 il saldo); 1.748 euro a Bologna (874 euro il saldo).

Questi dati emergono dal Rapporto UIL su IMU e TASI elaborato dal Servizio Politiche Territoriali della Uil

Al netto degli 844 Comuni “ritardatari” (Enti che hanno approvato dopo il 30 luglio le delibere), la tendenza è stata quella di confermare le aliquote dello scorso anno, spiega Loy, ma ben 958 Comuni (il12,4% del totale), hanno rivisto al rialzo le aliquote e/o diminuito le detrazioni, tra cui 12 Città capoluogo di provincia; soltanto 143 Municipi hanno, invece, diminuito le aliquote o alzato le detrazioni, tra cui 6 Città capoluogo.

In particolare a Ragusa, da Città a TASI “zero”, si passa ad un’aliquota del 2,5 per mille seppur addolcita da detrazioni per rendite catastali; ad Enna l’aliquota passa dall’1 per mille dello scorso anno (non aveva pubblicato), al 2,5 per mille di quest’anno, così come a Crotone; a Sondrio dal 2 per mille al 2,5 per mille; a Catanzaro dall’1,2 per mille si passa al 2,4 per mille; a L’Aquila dal 2 per mille si passa al 2,5 per mille; a Matera (città ritardataria), si passa dall’1 per mille all’1,8 per mille; a Siracusa dal 2,3 per mille al 3 per mille; a Viterbo dal 2,2 per mille al 2,5 per mille.
Tra le Città dove la TASI diminuisce troviamo Bari, Campobasso, Isernia, Oristano,Trapani.
Saranno 19,7 milioni i proprietari di prima casa chiamati al versamento dell’ultima (e definitiva?) rata della TASI a cui si aggiungono 25 milioni di proprietari di altri immobili chiamati a versare l’IMU e la TASI.
Il conto tra IMU e TASI con il saldo di dicembre sarà di 12,8 miliardi di euro di cui 10,1 miliardi per l’IMU 2,7 miliardi di euro per la TASI (1,9 miliardi di euro per la prima casa).
Con l’acconto di giugno e il saldo di dicembre tra IMU e TASI gli italiani, continua Loy, verseranno nelle casse pubbliche complessivamente 24,8 miliardi di euro, di cui 19,8 miliardi di euro per l’IMU e 5 miliardi di euro per la TASI (3,7 miliardi di euro per la prima casa).
IL COSTO DELLA TASI NELLE CITTA’ CAPOLUOGO
Secondo i risultati della simulazione, il costo maggiore, in valori assoluti, si registra a Torino con 403 euro medi a famiglia di cui 202 euro con il saldo il prossimo 16 dicembre; a Roma, invece, si pagheranno 391 euro medi (196 euro con il saldo); a Siena 356 euro (178 euro con il saldo); a Firenze 346 euro (173 euro con il saldo); a Genova 345 euro (173 euro con il saldo); a Bologna 331 euro (166 euro con il saldo); a Napoli 318 euro (159 euro con il saldo); a Milano 300 euro (150 euro con il saldo).
Ad Asti il costo medio della TASI sarà di 19 euro medi; cifra che sale 46 euro ad Ascoli Piceno; 60 euro a Cesena; 64 euro a Treviso; 65 euro a Potenza.
Olbia è l’unica Città capoluogo nel 2015 a “TASI ZERO”.
CONCLUSIONI
Per la UIL ogni riduzione del carico fiscale è benvenuta, conclude Loy, compresa la TASI, dal momento che l’81% dei proprietari di un’abitazione principale sono lavoratori e lavoratrici dipendenti e pensionate e pensionati anche se è sempre opportuno mantenere un principio di equità agevolando, il più possibile, le persone meno fortunate.
Tuttavia, diventa fondamentale, come abbiamo avuto modo di dire più di qualche volta, assicurare nel tempo e strutturalmente la totale e completa copertura delle risorse ai Comuni, per evitare ciò che è già accaduto in passato: si toglie una tassa e si aumentano altre tasse, oppure si riducono i servizi essenziali.
È bene ricordare che il sistema di tassazione e tariffazione locale non è composto solo da Tasi, IMU e Addizionale Comunale IRPEF (tributi questi che per il 2016 non potranno aumentare), ma offre un ampio ventaglio di balzelli che colpiscono, più o meno, la stragrande maggioranza delle famiglie come le tariffe sugli asili nido, le residenze per anziani, i trasporti e la tassa rifiuti (Tari), per i quali, per il prossimo anno, si potrebbero verificare ulteriori aumenti rispetto a quelli già registrati nel corso di quest’anno.

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