Negativo ecosistema urbano a Potenza

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Da quanto emerso dal XIX rapporto di Legambiente e Ambiente Italia sugli ecosistemi urbani, realizzato in collaborazione con il Sole 24 Ore, la città di Potenza risulta essere ancora molto indietro rispetto ai capoluoghi dove è alto il livello della qualità della vita. Rispetto alla precedente edizione il nostro capoluogo è sceso al 25esimo posto, lo scorso anno era al 20esimo. Un dato negativo che indica come non si sia riusciti ad attuare le buone intenzioni e non solo a causa della carenza di risorse.

Emerge un peggioramento della qualità della vita con particolare riferimento all’inquinamento atmosferico, all’inefficienza energetica e del trasporto pubblico. E’ troppo timido il miglioramento registrato in merito alla gestione dei rifiuti. A Potenza, infatti, si è passati dal 22,1 per cento al 23,6 per cento di raccolta differenziata mentre sembra non abbiano fatto grande differenza gli ultimi spazi verdi cittadini realizzati come il Parco di Macchia Romana o la progettazione del Parco Fluviale del Basento segno, probabilmente, questo della mancanza di una strategia complessiva che lascia spazio, invece, ad interventi scollegati.

Si sono perse importanti occasioni per aumentare la produzione di energia pulita e risparmiare risorse. Da ricordare il bando sul fotovoltaico andato deserto più volte mentre ancora è possibile stipulare un accordo con la Società energetica lucana per avviare una collaborazione finalizzata alla realizzazione di progetti per l’utilizzo delle fonti rinnovabili così come hanno fatto, ad esempio, numerosi comuni lucani. Nonostante Potenza sia al primo posto tra i piccoli centri per ciò che riguarda l’Indice di Politiche Energetiche è chiaro che si può fare di più. Non si è ancora concretizzata la volontà annunciata di dotare edifici di proprietà del comune di impianti fotovoltaici.

Per il sistema di trasporto pubblico urbano, Potenza  ha un indice di mobilità sostenibile, su una scala da 0 a 100 che indica la capacità delle amministrazioni comunali di attivare un ventaglio di strumenti volti a favorire la mobilità sostenibile, solo di 26.7. Nel capoluogo di regione  ancora non c’è, secondo la lettura dei dati, un’alternativa valida alle auto e non ha determinato una salto di qualità l’attivazione della Ztl nel centro storico del capoluogo di regione, un primato la città capoluogo lo raggiunge in quanto ancora oggi è percorsa quotidianamente da pullman extraurbani che arrivano dagli altri comuni della regione. Sarebbe stata  una buona occasione per risparmiare e rendere migliore il servizio di trasporto pubblico urbano, compreso il funzionamento di ascensori e scale mobili, la pubblicazione del bando per individuare un nuovo soggetto capace di gestire il servizio con maggiore capacità e risparmio di risorse”.

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