L´Italia cresce poco e meno degli altri Paesi

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istat4_largeServe piano straordinario per la crescita

I dati diffusi oggi dall’ISTAT sul Prodotto Interno Lordo (PIL) sono in linea con le previsioni prudenziali fatte dal Governo nel Documento di Economia e Finanza.

Sono dati che dimostrano come il nostro Paese, che pure è tornato al segno “più”, cresca meno della media della zona euro e degli altri Paesi più industrializzati.

La “prima vittima” di questa lenta crescita è l’occupazione, soprattutto quella giovanile, che, al pari del PIL, fa segnare performance da “zero virgola”.

Notizia positiva è che l’aumento del PIL sia spinto dalla ripresa ancora molto debole della produzione industriale e da una timida ripresa dei consumi interni.

Ma ciò non basta e se si vuole parlare concretamente di ripresa economica si devono gettarne i presupposti attraverso un “piano straordinario per la crescita”, che sia in grado, attraverso un maggiore sostegno ai consumi interni e con investimenti pubblici e privati, di sostenere la ripresa occupazionale ed il benessere sociale.

Per far ciò occorre un sostanzioso taglio della tasse su salari e pensioni già a partire dal 2016, rinnovare i contratti di lavoro ad iniziare da quello del pubblico impiego, rendere flessibile e soggettivamente sostenibile l’uscita anticipata delle lavoratrici e lavoratori più anziani, per favorire l’occupazione dei giovani.

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