L’associazione interrompe le trattative Atteggiamento incomprensibile e irresponsabile, si revochi il servizio

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Dopo mesi di trattative si interrompe bruscamente il tavolo aperto con Aias da Regione Basilicata, Asp e organizzazioni sindacali.

La vicenda aveva preso le mosse dall’apertura di una procedura di licenziamento collettivo risalente ad aprile 2018 e chiusasi ad ottobre con la mancata sottoscrizione di una proposta di accordo che prevedeva riduzioni differenziate e orarie di una certa entità, limitatamente solo a determinate categorie di lavoratori e riferite esclusivamente alla platea dichiarata in eccedenza.

Un accordo non sottoscritto da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, sulla base di quanto espresso dai lavoratori in un’apposita assemblea nella convinzione che quell’accordo rischiava di generare una disparità di trattamento e di legittimare un operato già connotato da eccessiva discrezionalità da parte dell’Aias.

Fp CGIL, CISL FP e UIL FPL avevano proposto all’azienda di spalmare in modo indifferenziato il monte ore in riduzione su tutto il personale e su tutti i profili operanti all’interno della circoscrizione Asp, così da far fronte alle esigenze economiche dell’azienda e a realizzare un clima solidale e di serenità tra tutti i lavoratori.

Su tale proposta l’Aias aveva manifestato una totale chiusura.

A dicembre, dando corso alla procedura di licenziamento collettivo, la stessa Aias aveva avviato al trasferimento di alcuni lavoratori cui era seguita la proclamazione dello stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e la richiesta di un incontro al Prefetto.

Purtroppo anche il tavolo di trattativa aperto presso la Prefettura, tavolo al quale sono intervenuti Regione e Asp, si è chiuso dopo vari incontri con un mancato accordo per cui Aias ha confermato i trasferimenti ed ha avviato le procedure di licenziamento di 10 lavoratori.

A tutela dei lavoratori e delle loro condizioni, Regione ed Asp hanno provato, anche al di fuori del tavolo prefettizio, a ricercare una soluzione attraverso una proposta economica che potesse in qualche modo dare respiro ad Aias e consentire di onorare anche il pagamento delle retribuzioni arretrate – ben cinque – sospendendo per sei mesi i licenziamenti e adottando un criterio di rotazione per i dipendenti trasferiti che interessasse naturalmente quelli con il medesimo inquadramento.

L’Aias, che in un primo momento aveva manifestato la propria adesione alla Regione, ha ben pensato di non presentarsi all’incontro convocato presso viale Verrastro. Un atteggiamento incomprensibile e irresponsabile e certo non improntato al rispetto istituzionale.

Al termine di questa lunga vertenza, è lecito chiedersi quale sia l’interesse di AIAS a rompere le trattative per avviare e tenere in piedi un contenzioso giudiziario che inevitabilmente seguirà ai licenziamenti rinunciando ad una concreta opportunità di rilancio dell’associazione che eroga, su convenzione, prestazioni sanitarie di riabilitazione per il trattamento di disabilità importanti. E’ grave che una onlus che opera sulla base di finanziamenti pubblici erogando prestazioni sanitarie arrivi al licenziamento di alcuni dipendenti; pertanto CGIL CISL e UIL ritengono che se la onlus non è in grado di garantire la corretta gestione di tali delicati servizi di riabilitazione e il giusto rispetto dei diritti dei lavoratori si debba procedere con immediatezza alla verifica della sussistenza delle condizioni di affidamento del servizio. 

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