La UIL per una forte riduzione dei costi di tutti i permessi di soggiorno

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La sentenza della Corte di Giustizia UE, che ha recentemente bocciato il decreto 6 ottobre 2011 del Ministero Economia e Finanze con cui veniva aumentato il costo del rinnovo del permesso di soggiorno fino a 200 euro, fa giustizia su quanto affermato da tempo con forza dall’intero movimento sindacale e dalla UIL in particolare: il “caro permessi di soggiorno” era sproporzionato, discriminatorio dei cittadini stranieri e contrario ai principi di integrazione a cui si ispira la legislazione europea in materia di immigrazione.

Nei numerosi incontri avuti tra Cgil, Cisl, Uil e i Ministeri interessati si è subito richiesto – sin dal 2012 – un’immediata riduzione del costo dei permessi: il dispositivo era il prodotto di una misura punitiva e discriminatoria nei confronti degli immigrati, contenuta nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” del 2009 e promossa dall’allora Governo di centro destra.

Una misura sproporzionata e i cui proventi, invece che favorire i processi di integrazione, venivano utilizzati per il fondo rimpatri.

Oggi la Corte Europea fa giustizia di una delle tante iniziative inique volute dal governo di allora.

Oggi la UIL chiede che la riduzione del costo dei rinnovi dei permessi non valga solo per chi è in possesso della carta di soggiorno, ma per tutti i cittadini stranieri regolari, in quanto la crisi economica rende ancor più odiosa quella misura oggi censurata in sede UE.

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