IMU: Con il saldo di dicembre un pacco natalizio da 13,6 miliardi di Euro

253

Il “pacco natalizio” del 2012 rappresentato dall’IMU, ultimo regalo del Governo Berlusconi, costerà agli italiani 13,6 miliardi, tra prima casa e altri immobili.

E’ questo il conto “salato” da pagare il prossimo 17 Dicembre con il saldo dell’IMU, si tratta di 4 miliardi di euro in più rispetto all’acconto di Giugno (il 41,7%), quando nelle casse dei Comuni e dello Stato sono entrati 9,6 miliardi di euro.

Il conto finale, con l’acconto di Dicembre, dunque, sale a 23,2 miliardi di euro rispetto ai 21 stimati ad agosto dal Ministero dell’Economia se si fossero mantenute le aliquote di base.

 Si tratta di 2,2 miliardi in più (il 9,5% in più), derivanti dalle decisioni dei Comuni di aumentare le aliquote.

Del gettito complessivo, che produrrà l’IMU, 3,8 miliardi di euro riguardano le abitazioni principali; mentre 19,4 miliardi di euro riguardano gli altri immobili.

I Comuni dall’IMU incasseranno complessivamente tra prima casa ed altri immobili 14,8 miliardi di euro, mentre lo Stato centrale 8,4 miliardi di euro.

E’ quanto emerge da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla fiscalità locale della UIL – Servizio Politiche Territoriali, confrontando il gettito reale dell’IMU versato con l’acconto di Giugno le stime sul gettito finale (ad aliquote base) aggiornate ad Agosto del Ministero dell’Economia e rapportate alle delibere approvate daI Comuni ( 6169 sul totale di 8092).

Dalla nostra analisi, spiega Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL, emerge che, dalle prime case, con le relative pertinenze, l’acconto è stato di 1,7 miliardi di euro, mentre il saldo costerà 2,1 miliardi di euro, 400 milioni di euro in più (il 23,5%), in più rispetto all’acconto di Giugno.

 Molto più salato il conto sugli altri immobili: si passa da un acconto di 7,9 miliardi di euro ad un saldo di 11,5 miliardi di euro, 3,6 miliardi di euro in più (il 45,7%), rispetto all’acconto di Giugno.

 

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo commento
Il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.