Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl su vertenza Clinica Luccioni

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images-12“Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno appreso dagli organi di informazione che l’Amministratore Unico della ex Clinica Luccioni ha dato la disponibilità alla revoca dei licenziamenti, ma ad oggi ancora non abbiamo alcuna comunicazione formale della riassunzione dei lavoratori. Sembrerebbe che questa volontà debba ancora rimanere una mera intenzione, probabilmente l’ennesimo “giochino” utilizzato per fare pressing magari in attesa di vedere qualche risultato a suo favore, l’ennesimo gioco di forza dove ancora una volta a pagarne le spese sono i lavoratori ormai stanchi e in preda alla disperazione”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa a firma delle tre sigle sindacali.
“Come Organizzazioni Sindacali diciamo basta alle continue strumentalizzazioni dei lavoratori della ex Clinica Luccioni che vengono continuamente utilizzati in questo “braccio di ferro” tra la Regione e l’Amministratore della Clinica.
Se è vero che esiste questa volontà di revocare i licenziamenti allora chiediamo al Dott. Di Marzo di dimostrarlo subito con i fatti e convincendosi che, al netto di quelli che saranno gli esiti della sospensione della convenzione, se vuole continuare ad operare in Basilicata deve farlo nel rispetto delle regole e dei tetti di spesa che gli saranno assegnati.
Come Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl esprimiamo, infine, anche la nostra insoddisfazione rispetto all’incontro tenutosi in Regione nella giornata di martedì, dove l’unica soluzione propostaci, nel caso della conferma dei licenziamenti, è quella dell’ammortizzatore sociale – tra allo stato attuale sarebbe preclusa la mobilità, vista la fuoriuscita dal 1 gennaio dei lavoratori, ma ci sarebbe l’accesso alla sola indennità di disoccupazione (naspi) – e nessuna soluzione in merito al mantenimento dei livelli occupazionali, soluzione per noi estremamente deludente perché riteniamo prioritaria la continuità lavorativa dei lavoratori. Infatti, laddove la Clinica dovesse cessare la propria attività, noi abbiamo chiesto che i lavoratori vengano collocati laddove verranno trasferiti i posti letto e le attività connesse”.

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