Decreto legge su Enti Locali n°16/2014

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Cari amici e compagni,

è stato pubblicato sulla G.U. n. 54 del  6 marzo 2014, il Decreto Legge n. 16/2014 recante “Disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità degli Enti Locali e dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche”.

L’emanazione del Decreto ha avuto una storia tormentata e complessa, che è esattamente lo specchio del caos istituzionale in cui versa il nostro paese e la dimostrazione dell’incapacità politica delle nostre istituzioni nell’affrontare problemi urgenti che gravano sulle amministrazioni locali, sulle spalle dei lavoratori e sulla funzionalità dei servizi da erogare ai cittadini.

Il D.L. 151/2013, avente più o meno lo stesso oggetto e contenente disposizioni sulla contrattazione decentrata oltre che sugli Enti in difficoltà finanziarie,  avrebbe dovuto essere approvato, per essere convertito in legge, entro il 28 febbraio 2014 ma per rimanere nei tempi previsti, sarebbe servita, in tempi rapidi, l’ approvazione da parte delle Commissioni di Senato e Camera in sede deliberante. In realtà  ben 15 dei 26 emendamenti, pur se approvati dalla V Commissione Bilancio del Senato, in fase di conversione (A. S. 1215), sono stati ritenuti inammissibili dalla Presidenza del Senato , perché ritenuti estranei alla materia del Decreto e privi del carattere di necessità e urgenza.  Capiamo l’importanza della forma e del rispetto delle “regole” ma è inaccettabile la scarsa attenzione per il buon funzionamento della macchina amministrativa e  soprattutto per la dignità di tante lavoratrici e lavoratori. Alla fine il decreto  è stato ritirato dal Governo con la motivazione dell’ostruzionismo di alcune forze politiche, che ne avrebbe impedito l’approvazione in tempo utile.

Nel Consiglio dei Ministri del 28 febbraio u.s. è stato riproposto un nuovo Decreto sugli Enti Locali( contenente le stesse disposizioni), che con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale  è applicabile ma va convertito in legge, entro 60 giorni , per  impedirne la decadenza. Ci auguriamo  che sia la volta buona e lavoreremo per migliorarne i contenuti. E’ importante però sottolineare che le pressioni che la nostra organizzazione ha esercitato  sul governo e le parti politiche hanno dati risultati positivi sia in merito al tema della contrattazione decentrata sia rispetto alla  situazione in cui versano alcuni comuni  in difficoltà finanziaria.

In sintesi , oltre alle norme relative alla TASI , la cui aliquota può essere incrementata  dai Comuni fino ad un massimo dello 0,8 per mille, di seguito le norme più rilevanti:

  • per gli Enti Locali in difficoltà finanziaria vengono adottati alcuni provvedimenti per bloccare le situazioni più gravi, fornendo al tempo stesso criteri per risanare il Bilancio.  Un aspetto fondamentale  da sottolineare è che vengono sospese le procedure esecutive nei confronti dei Comuni in predissesto. Per gli Enti Locali, che abbiano presentato nel 2013, piani di riequilibrio finanziario che non sono stati approvati dalla Corte dei Conti, vi è la facoltà di riproporre un nuovo piano di riequilibrio finanziario, previa deliberazione consiliare,entro il termine di 90 giorni dalla comunicazione del diniego ed a condizione che sia avvenuto un miglioramento nel risultato di amministrazione registrato nell’ultimo rendiconto approvato (art. 3 D.L. 16/2014). Per il comune di Napoli vengono inoltre sospese le procedure esecutive a carico.
  • In merito al tema della contrattazione integrativa e alle problematiche legate alle ispezioni del MEF, vengono delineate casistiche diverse sulla base del criterio del rispetto o meno dei vincoli finanziari. Sostanzialmente le Regioni e gli Enti Locali, che non hanno rispettato i vincoli finanziari posti dalla contrattazione integrativa, sono tenuti a recuperare le somme indebitamente  erogate non sul personale ma sulle risorse finanziarie destinate alla contrattazione integrativa con quote annuali e per un massimo di annualità corrispondente a quelle in cui si è verificato il superamento di tali vincoli, anche mediante l’attuazione di piani di riorganizzazione finalizzati alla razionalizzazione e allo snellimento delle strutture amministrative (art.4 comma 1). Al comma 2 si precisa, che gli Enti  possono compensare le somme da recuperare sul Fondo, utilizzando i risparmi derivanti  dalle misure di razionalizzazione e dall’applicazione dei piani di efficientamento  di cui all’art.16 della legge 111/2011 (riordino e ristrutturazione amministrativa, riduzione dei costi della politica e di quelli gestionali, appalti di servizio, consulenze). Quanto alle Regioni e agli Enti Locali che hanno rispettato il patto di stabilità interno e non hanno superato i vincoli finanziari posti dalla contrattazione integrativa, non si applicano le disposizioni di cui all’art. 40, comma 3- quinquies, quinto capoverso del D.L.165/2001 in materia di nullità delle clausole e degli istituti contrattuali e quindi di inapplicabilità degli stessi. E’ dunque un risultato non esaustivo, ma indubbiamente importante perché blocca il recupero delle somme sui dipendenti e va nella direzione della razionalizzazione e della lotta agli sprechi
  • Infine vanno ricordate le norme su Roma Capitale (art.16), che potrà scontare dal debito 570 milioni di euro ma con l’obbligo  di adozione di un dettagliato piano di rientro triennale e le norme per i comuni, che hanno sforato il patto di stabilità interno, a cui non si applicano le sanzioni previste dalla legge  183/2011 (legge di stabilità 2012), cosiddetto emendamento salva-Venezia (art.18).

Un risultato quindi importante, che siamo riusciti ad ottenere in una situazione delicatissima, perché non solo tutela la retribuzione dei lavoratori degli Enti interessati, ma costringe le amministrazioni a razionalizzare gli assetti amministrativi ed a muoversi nella direzione della lotta agli sprechi ed agli sperperi. Il processo di conversione in legge andrà monitorato e possibilmente integrato ma è evidente, che sarà  fondamentale rimettere al centro il tema della contrattazione e del superamento di alcune norme del Decreto 150/2009.

Scarica Decreto Legge

Fraterni saluti.

                                                                       Il Segretario Generale                                                                                                                        Giovanni Torluccio

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