Dal rapporto sul precariato dell’INPS emergono chiari segnali

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occupazione3_largeL’incertezza e la debolezza della nostra economia si riflette, purtroppo e inevitabilmente, su come e quanto le aziende hanno assunto nei primi sette mesi del 2016 con cinque chiari segnali.

Il primo è il segno “meno” in assoluto: il 10% sullo stesso periodo del 2015 (381mila avviamenti);

il secondo è riferito alla qualità: scende ancora la quota di lavoro stabile avviato al lavoro, il 33,7% in meno (378mila);

il terzo è la ripresa del lavoro temporaneo che supera, per quantità, il 2015 ed il 2014;

il quarto è la discesa dei contratti stagionali: il 9% in meno;

il quinto, in parte collegato al precedente, è l’ennesima conferma dell’esplosione dei voucher che sembra essere inarrestabile: il 36 % in più.

Tutti questi segnali convergono su due considerazioni: bassa crescita uguale bassa quantità e qualità del lavoro.

Le regole del lavoro possono aiutare l’occupazione, ma non potranno mai risolvere, come dimostra l’effetto Jobs Act, le criticità del nostro mercato del lavoro.

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