Dal Presidente arriva qualche segnale positivo inversione tendenza economia italiana

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Quello che ci preoccupa sono mancanza equità cuneo fiscale e blocco contratti pubblici

Dal Presidente dell’Istat arriva qualche segnale positivo di inversione di tendenza dell’economia italiana, per il 2014, confortato anche dalle previsioni della Banca d’Italia.

Quello che ci preoccupa, tuttavia, sono i dati drammatici che sono stati illustrati: la mancanza di equità nell’ipotesi di riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori; il blocco dei contratti pubblici, che se confermato, nel 2014, porterebbe ad una riduzione del 10% rispetto al 2010 del potere di acquisto dei lavoratori del pubblico impiego;  il numero di individui in povertà assoluta, di cui quasi la metà risiede nel mezzogiorno e si sta estendendo, nell’ultimo anno, anche a chi tradizionalmente non ne aveva risentito;  una caduta degli acquisti anche di generi alimentari. Se ci aggiungiamo la disoccupazione giovanile, che è arrivata a cifre stratosferiche, e la chiusura di fabbriche con relativi allontanamenti dal mercato del lavoro, c’è poco da essere ottimisti.

È necessario, invece, uscire da questa spirale negativa e aiutare le famiglie, i lavoratori, le imprese e i cittadini, modificando profondamente la politica economica, riformando la fiscalità e aumentando il potere di acquisto, rinnovando i contratti del pubblico impiego.

Per questo riteniamo il disegno di legge sulla stabilità assolutamente insufficiente e inadeguato e abbiamo chiesto al Parlamento di modificarlo tagliando la spesa improduttiva e  destinando la metà delle risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale a ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni. Inoltre, abbiamo chiesto di ripristinare la piena rivalutazione delle pensioni, salvaguardando tutti i lavoratori esodati e di assicurare il rifinanziamento della cassa integrazione.

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