Dal 2012 aumento di 96 euro medi a contribuente

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Ripensare le politiche economiche e fiscali del paese

15/10/2012  | Fisco.

ADDIZIONALI IRPEF REGIONALI E COMUNALI: GIA’ DAL 2012 UN AUMENTO DI 96 EURO MEDI PER CONTRIBUENTE (76 EURO PER L’IRPEF REGIONALE  E 20 EURO PER QUELLA COMUNALE)

 MEDIAMENTE NEL 2012 UN CONTIBUENTE PAGHERA’ 486 EURO (344 EURO PER L’IRPEF REGIONALE E 142 EURO PER QUELLA COMUNALE)

 QUEST’ANNO 2.140 COMUNI HANNO AUMENTATO L’ALIQUOTE DELL’IRPEF COMUNALE  TRA CUI 40 CITTA’ CAPOLUOGO

 NEL 2013 RISCHIO STANGATA DA 149 EURO IN PIU’ (120 PER L’IRPEF REGIONALE E 29 PER QUELLA COMUNALE) ANNULLANDO I BENEFICI DEL TAGLIO DELL’IRPEF NAZIONALE

 NEL SUD LE ALIQUOTE SONO PIU’ ALTE CHE NEL RESTO DEL PAESE

 RIPENSARE LE POLITICHE ECONOMICHE E FISCALI DEL PAESE

 ANALISI A CURA DELL’OSSERVATORIO PERIODOCO SULLA FISCALITA’ LOCALEDELLA UIL SERVIZIO POLITICHE TERRITORIALI

 Tra Decreto Salva Italia, che ha aumentato per il 2012 dello 0,33% l’aliquota base delle Addizionali Regionali IRPEF, e lo sblocco generalizzate delle aliquote delle Addizionali Comunali, per quest’anno si prevede una stangatina di 486 euro medi per contribuente, con punte di 651 euro medi a Catanzaro e 605 a Roma.

L’aumento in valori assoluti è di 96 euro medi (il 25,1% in più), rispetto al 2011.

Infatti, l’IRPEF Regionale passa dai 268 euro medi del 2011 ai 344 euro di quest’anno, con punte di 467 euro in Campania, Molise e Calabria.

L’aumento in valori assoluti è di 76 euro medi (il 28,3%), rispetto allo scorso anno.

Mentre l’IRPEF Comunale passa dai 122 euro medi del 2011 ai 142 euro di quest’anno, con punte di 207 euro a Roma, 184 euro a Trieste, Torino, Palermo, Genova, con un aumento del 16,4% (22 euro medi).     E’ quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale della UIL Servizio Politiche Territoriali, sugli effetti delle Addizionali IRPEF nelle Regioni e nei 8.095 Comuni.

Dall’indagine risulta, spiega Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL, come ormai si stia consolidando il dato degli aumenti generalizzati delle aliquote delle imposte locali, dovuti in parte anche ai tagli dei trasferimenti subiti nel corso degli anni.

E non è finita perché con i nuovi tagli agli Enti Territoriali definiti con la Legge di Stabilità, per il prossimo anno, IVA a parte, si corre il rischio concreto di neutralizzare i benefici apportati con la riduzione delle aliquote IRPEF nazionali, con un ulteriore inasprimento della fiscalità locale.

Infatti, nel 2013, si potrebbe verificare un aumento tra IRPEF Regionale e Comunale di 149 euro medi, che di fatto annullano i benefici del taglio dell’IREPF, appena deciso dal Governo.

In particolare, se tutte le Regioni, data l’entità delle riduzioni di risorse, si avvalessero della possibilità loro concessa di adeguare le proprie aliquote, l’aumento sarebbe di 120 euro medi, con punte di 138 euro nelle 8 Regioni alle prese con i ripiani della sanità (Piemonte, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia).

Mentre per l’IRPEF Comunale, visto anche il trend di quest’anno, l’aumento sarebbe di ulteriori 29 euro medi, il che porta il prelievo fiscale “cittadino” di 171 euro medi per contribuente.

Ma c’è anche un allarme Mezzogiorno: le aliquote, sia quelle regionali sia quelle comunali, sono più alte della media del Centro Nord, creando di fatto una “fiscalità di svantaggio”.

Basti pensare che nella “top ten”, dove è maggiore il carico fiscale, ben 7 Città su 10 sono ubicate nel Sud.

Per questo è fondamentale, ripensare l’intera politica economica e fiscale del Paese,  che metta al centro la questione di una diversa ripartizione del carico fiscale, permettendo alle famiglie, con un reddito fisso, di “riavere” parte di ciò che gli è stato prelevato rimettendo in moto quei consumi che sono una parte importante della nostra economia.

A tal proposito rilanciamo, conclude Loy, la nostra proposta di applicare anche sul fisco “federale” le aliquote progressive per scaglioni di reddito e, soprattutto, prevedendo una no TAX AREA per i lavoratori dipendenti e pensionati come per l’IRPEF nazionale (ricordiamo che per le Addizionali la base imponibile è l’intero reddito).

 ADDIZIONALI COMUNALI IRPEF

L’aliquota media passa dallo 0,42% del 2011 allo 0,49% del 2012, mentre il gettito assoluto passa dai 3,3 miliardi di euro del 2011, ai 3,9 miliardi di euro di quest’anno.

Infatti ad oggi (c’è tempo fino al 31 ottobre), i Comuni che hanno deliberato l’aliquota per il 2012 sono 4.030.

Tra questi 2.140 Comuni (il 53,1% del totale), ha aumentato l’aliquota rispetto al 2011, tra cui  40 Città Capoluogo su 74 oggetto del campione. Nei Comuni che hanno aumentato il carico fiscale, ve ne sono 181 che l’hanno fatto quest’anno per la prima volta.

Sono 1.848 i Municipi (il 45,8% del totale), che  hanno confermato l’aliquota dello scorso anno, o per scelte fiscali o perché, non potendo più aumentarla, già applicano l’aliquota massima dello 0,8%.

Soltanto 41 Comuni (l’1,1% del totale) ha diminuito l’aliquota, tra cui Rimini, Firenze e Gorizia.

Per quanto riguarda le Città, ad esempio, a Torino, Palermo, Catanzaro e Teramo l’aliquota passa dello 0,5%del 2011 allo 0,8%nel 2012.

AGenova si passa dallo 0,7% dello scorso anno allo 0,8% nel 2012; aBari dallo 0,5% allo 0,8%;adAgrigento dallo 0,4% allo 0,6%; a Brescia dallo 0,2% allo 0,55%; a Parma dallo 0,4% allo 0,8%; a Varese dallo 0,7% allo 0,8%.

AMilano hanno scelto di esentare, come lo scorso anno, i redditi fino a 33.550 euro, ma l’aliquota sale progressivamente dallo 0,2% allo 0,5%.

A Venezia si è passati dallo 0,1% per i redditi fino a 25 mila euro e lo 0,2% per i redditi sopra tale importo, allo 0,6% per i redditi fino a 55 mila euro, arrivando allo 0,8% per i redditi sopra i 75 mila euro.

ANapoli,invece, dallo 0,5% dello scorso anno per tutti i redditi, l’aliquota scende leggermente (0,45%) per i redditi fino a 15 mila euro, rimane invariata per i redditi fino a 28 mila euro, sale invece progressivamente per gli altri redditi fino allo 0,8%.

A Bologna (0,7%), Bolzano (0,2%), Potenza (0,8%), Roma (0,9%), si è confermata l’aliquota dello scorso anno.

 ADDIZIONALI REGIONALI IRPEF

Questa imposta ha subito diversi “restyling” nel corso degli ultimi due anni, tra Decreto Attuativo del federalismo fiscale (possibilità di aumentare le aliquote IRPEF, “congelate” fino al 2011, dello 0,5%), il Decreto Salva Italia che aumenta l’aliquota di base dallo 0,9% all’1,23% e il recente Decreto sulla spending review che anticipa al 2013, anziché dal 2014, la facoltà di aumentare dello 0,6%le Addizionali Regionali IRPEF nelle Regionialle prese con il deficit sanitario.

Nel 2012 l’aliquota media applicata nelle Regioni è all’1,49% a fronte dell’1,19% dello scorso anno, mentre il gettito passa dagli 8,9 miliardi di euro dello scorso anno agli 11,3 miliardi di euro di quest’anno, con un aumento di 2,4 miliardi di euro.

A livello di singole Regioni, “complici” i conti non in ordine della sanità in 3 Regioni (Campania, Calabria e Molise), l’aliquota è al 2,03%; in altre 3 Regioni (Lazio, Abruzzo e Sicilia) all’1,73%.

Sono 7 le Regioni che applicano l’aliquota di base dell’1,23% (Val d’Aosta, Bolzano, Trento, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana e Sardegna).

Tutte le altre hanno deliberato aliquote per fasce di reddito arrivando, esclusa l’Umbria dove l’aliquota massima è all’1,43%, ad applicare l’aliquota massima dell’1,73% a seconda del reddito…

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