COMUNICATO STAMPA

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Si resta alquanto basiti a leggere le dichiarazioni del capo dipartimento chirurgico e del Direttore Sanitario e le giustificazioni portate dal Direttore Generale al tavolo di raffreddamento, convocato venerdì in Prefettura, il quale ha scaricato  le responsabilità organizzative sui referenti infermieristici, che sul nascere della questione, con  nota protocollata indirizzata alla Posizione Organizzativa, i coordinatori f.f. comunicavano UFFICIALMENTE che il personale deputato e previsto da turno per coprire le eventuali urgenze/emergenze veniva impiegato, su disposizioni verbali del direttore dell’U.O  Anestesia e Rianimazione, in sedute di elezione programmate. Da ciò si evince che addossare le colpe “all’ultima ruota del carro” risulta essere una mossa goffa e priva di ogni fondamento. Chi doveva sapere sapeva e nulla ha fatto a riguardo. 

In merito alle dichiarazioni del Direttore del Dipartimento Chirurgico si specifica quanto segue: È pur vero che le responsabilità giuridiche ricadono sul chirurgo e sull’anestesista, ma è altresì vero che le responsabilità giuridiche ricadono anche sugli infermieri in quanto operatori sanitari ” che anche solo tacendo e non denunciando un eventuale disservizio o reato si rendono compartecipi del disservizio o reato stesso”.

Una delibera del 2015, mai messa in atto fino ad ora, prevede l’impiego di due infermieri in sala operatoria per gli interventi di bassa e media complessità. La stessa delibera disciplina il regime di urgenza prevedendo 3 infermieri per le urgenze neurochirurgiche in turno di mattina, 3 infermieri per le urgenze multidisciplinari in turno di mattina. Lo stesso vale per il turno pomeridiano. Per il turno notturno invece prevede 4 infermieri in turno e due reperibili, in modo da poter comunque coprire due urgenze contemporanee.

L’agitazione degli infermieri nasce dal fatto che, come al solito si vuol fare le cosiddette nozze con i fichi secchi.

Infatti, da un lato “stranamente” si decide che la maggior parte degli interventi svolti al San Carlo sono di media e bassa complessità ( per recuperare infermieri), ma non ci si rende conto che, così facendo si fa intendere che la maggior parte degli interventi fatti al San Carlo sono di bassa complessità, cosa che alla scrivente O.S. non risulta nel modo più assoluto.

Appare altresì strano che il principale attore in tutta questa vicenda, il NUOVO direttore ad interim dell’U.O. Anestesia e Rianimazione era ASSENTE al tavolo di raffreddamento in Prefettura.

Ma le disposizioni in questa U.O. chi le da?

E già anche questo è un mistero perché tra Direzione Generale, Direzione Sanitaria, Il Direttore di U.O., l’Anestesista responsabile dell’Urgenza, danno disposizioni ma le responsabilità chi se le assume?

Se esiste la delibera esecutiva la Direzione deve avere l’obbligo di metterla in atto IN TOTO e cioè:

  • Interventi di alta, media e bassa complessità con rispettive dotazioni organiche e sedute omogenee;
  • Sistema di urgenza emergenza con relativa dotazione organica;
  • Sala risveglio con relativa dotazione organica.

Se non ci sono le forze per poterla mettere in atto invece è opportuno che codesta Direzione Strategica, chieda scusa a tutti gli operatori, e la revochi.

La UIL FPL seguirà attentamente e direttamente l’evolversi della vicenda, sicura di una imminente soluzione che porti tranquillità tra gli operatori sanitari, ma se così non dovesse essere, possibilmente insieme alle altre OO.SS., avvierà le procedure per lo sciopero generale.

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